Gole del Trümmelbach
(L'Oberland Bernese, Svizzera)
Le impressionanti gole del Trümmelbach le avevamo visitate una prima volta in estate assieme ad una marea di turisti giapponesi. Una serie di gallerie, passerelle e scale permette infatti anche al turista meno sportivo di vedere questo imponente squarcio nella roccia, profondo un buon centinaio di metri, sul fondo del quale scorre un'impressionante quantità d'acqua tumultuosa proveniente dai ghiacciai della Jungfrau, del Mönch e dell'Eiger.
Mai ci saremmo aspettati che un giorno avremmo fatto canyoning proprio lì in quelle gole.
È novembre e le temperature sotto zero non invogliano certo ad immergersi nelle gelide acque glaciali. Siamo in quattro e quasi sicuramente ogni uno di noi per un attimo aveva sperato che qualcuno del gruppo proponesse di lasciare perdere, ma nessuno ne ha avuto il coraggio. Così, in tenuta leggera, spronati dalla gelida brezza mattutina percorriamo in meno che non si dica tutto il sentiero di avvicinamento. Fortunatamente tutti e quattro abbiamo a disposizione i prototipi delle caldissime scarpe Hydro_Pro di adidas. Indossiamo un sottomuta da 3 mm, la mitica muta termica adidas da 7mm, un sopramuta da speleo e via con la prima calata. Le gole si stringono rapidamente e sprofondano sempre più nella semi oscurità. Imbottiti come siamo e costretti a mantenere il pazzesco ritmo di discesa imposto da Holzi e Andi, ci viene quasi voglia di aprire la muta alla ricerca di un po' di refrigerio. Il panorama attorno a noi è impressionante e grandioso. La luce diurna stenta ad entrare nella profonda gola, costringendoci ad un certo punto ad accendere le nostre lampade frontali. In alcuni tratti, immobili ci lasciamo trasportare dall'acqua con lo sguardo rivolto verso l'alto in ammirazione di quell'incredibile fessura sopra le nostre teste.
Come Sa Fosca a Maiorca e il Cormor in Italia, anche il Trümmelbach ci ha regalato un'impressionante discesa nella semi oscurità. Fantastico!
Anna e Luca Nizzola
Novembre 2011









